Fatti e Personaggi delle comunità liminesi all’estero.
Il Comune di Limina detiene oltre 850 iscritti all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero su circa 1000 residenti effettivi (al 31/12/2002), senza considerare poi quei liminesi che, nel corso degli anni, hanno perso, loro malgrado, la cittadinanza italiana risultando pertanto in atto non più censiti all’AIRE di questo Comune.
Il dopoguerra, che si trascinò dietro, tra l’altro, l’inevitabile crisi economica, costrinse milioni di italiani a fare le valige e ad avventurarsi, per ragioni di lavoro, in terre straniere come le americhe, l’Europa, l’Australia, ecc.; tra questi numerosi liminesi si vollero cimentare a fare il mestiere dell’emigrante.
Volendo essere più precisi le “tradizioni” liminesi nel campo dell’ Emigrazione risalgono all’ultimo decennio del 1800 che ha visto molti concittadini di Limina salpare i porti di Napoli e Genova per giungere, dopo la lunga traversata, nel porto di New York degli Stati Uniti d’America. Arrivati nella terra promessa, superata la prova obbligata, quella della quarantena di Ellis Island, i nostri intraprendenti compaesani si avventuravano a cercare lavoro nell’isola di Manhattan e quasi sempre finivano per alloggiare nei pressi della 142a strada della stessa isola, a quel tempo, zona frequentata da moltissimi italiani. Negli anni venti oltre 4 milioni di italiani avevano già varcato la soglia degli USA. Negli anni ’90, nel mondo intero, solo 5 milioni, tra gli italiani all’estero, risultano essere originari della Sicilia che vanta il primato degli espatri in Italia.
I primi concittadini a mettere piede nel Venezuela, ove oggi risiede la colonia liminese più numerosa all’estero, furono i signori Bartolotta Carmelo, Calabrò Santo, Carnabuci Agatino, Fallone Giuseppe, Miuccio Giovanni, Miuccio Sebastiano, Primavera Michele, Saglimbeni Concetto, Saglimbeni Giuseppe, Saglimbeni Paolo e Saglimbeni Rosario: correva il mese di gennaio dell’anno 1949. Il 15 di agosto dello stesso anno da Limina si avventuravano i signori Ardizzone Filippo, Bartolotta Francesco, Campagna Giovanni, Lapi Cateno Giuseppe, Noto Cateno, Saglimbeni Giovanni, Saglimbeni Giuseppe e Spadaro Concetto che imbarcatisi alcuni giorni dopo a Genova sulla nave Assimina giunsero nel porto di La Guaira il 16 di settembre.
Come si usa dire in gergo, da allora molta acqua é passata sotto i ponti ed oggi le nuove generazioni dei nostri compatrioti all’estero rappresentano il meglio di quanto possa esprime una società avanzata come il nord America: imprenditori, manager, alti ufficiali della U.S. Air Force, fotografi di fama internazionale, ecc.; ma anche in Venezuela non abbiamo da lamentarci: commercianti, industriali, artigiani, un regista, un’attrice e perfino un Governatore di uno degli stati del Venezuela.
Ma non sono state sufficienti le prestigiose affermazioni che, in campo sociale ed economico, accompagnano tanti liminesi in terra straniera visto che gli stessi hanno sentito persino il bisogno di andare a riscoprire le loro “radici” costituendosi in associazioni (in USA ed in Venezuela) che hanno il primario scopo di creare un “filo diretto” con la terra d’origine, di andare alla ricerca della propria cultura e delle proprie tradizioni. E’ doveroso aggiungere che in Venezuela negli anni ’70 i nostri connazionali hanno costituito un comitato “pro – S. Filippo d’Agira” allo scopo di scolpire una statua raffigurante S. Filippo d’Agira, identica all’originale sita in Limina, e di istituire una manifestazione religiosa attraverso la celebrazione di una processione in onore al Santo ad imitazione di quanto accade tutti gli anni a maggio, da secoli, nel paese d’origine. La prima uscita del Simulacro avvenne in Caracas nel maggio del 1974.
In atto i liminesi all’estero sono presenti in 15 nazioni e questa Amministrazione, in forza delle Leggi vigenti in materia di emigrazione, intende garantire nel tempo un “cordone ombelicale” tra Limina ed i suoi emigrati con particolare riferimento a quelli del Venezuela anche attraverso la realizzazione di iniziative di carattere culturale.